L’ebanista di Auschwitz

L’ebanista di Auschwitz

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“Era il mio turno. L’ufficiale, dopo avermi esaminato, mi reputò idoneo al lavoro. Mi fece andare con gli altri. Ci portarono in una lugubre camerata e dopo avermi rasato i capelli:

– Scopri il braccio sinistro – mi ordinò un soldato.

Mi tatuarono questi numeri che non andarono più via. Per loro eravamo solo dei numeri. Già rasandoci i capelli e marchiandoci come si fa con le bestie, avevano annullato la nostra esistenza. Non eravamo nessuno. Solo numeri”.

L’autore

Pietro Sciammarella, Piero per gli amici, è nato nel 1967 a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza – Italia. Primo di tre figli ha nutrito la necessità di viaggiare, di conoscere di osservare, di fotografare. E si, la fotografia, la sua passione. La voglia di conoscenza e di libertà fanno di Piero il viaggiatore solitario e lo scopritore universale. Solitudine e libertà, due parole che solo viaggiando possono esprimersi al meglio. Solo chi ha il coraggio di viaggiare libero prova il piacere della scoperta e nella solitudine trova la forza per andare avanti con il solo scopo di far conoscere agli altri i posti, i luoghi, le persone. Il viaggio è una grande occasione che ci offre la vita ma non bisogna sprecarla con compagni sbagliati, ecco perchè occorre la solitudine, l’essere solo, il dover decidere e prendersi la responsabilità di quella decisione. Essere consapevole che errata o giusta che sia è la decisione migliore in quel dato momento. Il viaggiatore è libero nello spazio che lo circonda ed è padrone del proprio tempo. L’universo di emozioni che animano il viaggiatore fanno delle proprie avventure giornaliere la linea di confine che divide la realtà dall’immaginazione. Il viaggio che lo ha portato a percorrere oltre un milione di km in Calabria e che, nel 2006, lo ha portato ad incontrare Hector Angel Coccimiglio, proveniente dalla fine del mondo, come disse Papa Francesco. E grazie a questo incontro fortuito, nel 2017, Piero, scrive questo suo primo libro e il viaggio ora prosegue fuori dai confini nazionali e arriva fino al sud America, in Argentina.

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Descrizione

Il miglior ebanista di Germania era rinchiuso nel lager più terribile e atroce.

La sua è una storia realmente accaduta, riaffiorata dopo decenni di silenzi.

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